Come ottenere il Nulla Osta al matrimonio in Italia
Se sei cittadino italiano e vuoi sposare in Italia una persona di cittadinanza straniera, uno dei documenti più importanti da verificare è il Nulla Osta al matrimonio.
Il Nulla Osta è il certificato previsto dall’articolo 116 del Codice Civile italiano per la maggior parte dei cittadini stranieri che vogliono sposarsi in Italia.
Serve a confermare che, secondo la legge del Paese di cittadinanza del tuo futuro coniuge, non esistono impedimenti al matrimonio.
Nella maggior parte dei casi il Nulla Osta viene rilasciato in Italia dal Consolato o dall’Ambasciata del Paese di cui il futuro coniuge è cittadino.
La procedura, però, cambia molto a seconda della cittadinanza.
Paesi nei quali il Nulla Osta viene rilasciato nel Paese di origine
Per alcune cittadinanze esistono accordi o procedure specifiche che prevedono che il documento venga ottenuto direttamente nel Paese di origine, e non presso il Consolato in Italia.
Tra questi troviamo:
- Norvegia
- Svezia
- Polonia
- Finlandia
- Lituania
- Messico, con la Constancia de Inexistencia de Registro
- Regno Unito, tramite Certificate of No Impediment (CNI) e dichiarazione bilingue
Paesi che utilizzano un documento equivalente al Nulla Osta
Non tutti i Paesi rilasciano un documento chiamato formalmente “Nulla Osta”.
In alcuni casi le autorità italiane accettano documenti equivalenti.
Stati Uniti
Per i cittadini americani vengono utilizzati:
- una dichiarazione giurata resa presso il Consolato degli Stati Uniti in Italia da legalizzare in Prefettura una volta che è autenticata dal funzionario statunitense presso il Consolato USA in Italia;
- un Atto Notorio, che può essere ottenuto presso un Consolato italiano negli Stati Uniti oppure davanti a un Tribunale italiano.
Paesi aderenti alla Convenzione di Monaco del 5 settembre 1980
I cittadini dei Paesi aderenti alla Convenzione utilizzano invece il certificato di capacità matrimoniale che viene richiesto presso il competente Ufficio dello Stato civile nel proprio paese.
I Paesi aderenti sono Austria, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Moldova, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera e Turchia.
Da notare, che il Belgio ha firmato la Convenzione di Monaco ma non l’ha ratificata. Per questo motivo la sua posizione è diversa da quella degli Stati pienamente aderenti ed è consigliabile verificare preventivamente la documentazione con le autorità belghe competenti.
Procedimento ordinario: come ottenere il Nulla Osta in Italia
Per la maggior parte dei cittadini stranieri, il Nulla Osta viene richiesto presso il Consolato o l’Ambasciata del proprio Paese in Italia.
La procedura normalmente funziona in questo modo.
Il futuro coniuge straniero presenta al proprio Consolato in Italia i documenti richiesti dalle autorità del suo Paese.
Poiché il Consolato rappresenta quello stesso Stato, i documenti provenienti dal Paese di origine normalmente non devono essere tradotti in italiano o legalizzati per essere presentati al Consolato stesso.
Questo perché i consolati in Italia sono rappresentanza diplomatiche, pertanto se ci rechiamo presso il consolato Cinese, gli atti da consegnare, ove richiesti, dovranno essere in lingua cinese e non occorre la legalizzazione per non vi è transito da un ordinamento all’altro.
Una volta verificata la documentazione che attesta la libertà di stato e in aggiunta, molto spesso al certificato di nascita, il Consolato in Italia rilascia il Nulla Osta.
A seconda della cittadinanza, qualora sussista un regolamento europeo o una convenzione internazionale ch rende esente da legalizzazione il nulla osta non sarà necessaria la legalizzazione in prefettura e il nulla osta potrà essere presentato al comune ove si celebra il matrimonio o dove si instaura il procedimento di pubblicazioni.
Tra le ipotesi normative che rendono esente da legalizzazione il nulla osta vi è il Regolamento UE 2016/1191 così come la convenzione di Londra e la Convenzione di Bruxelles e la convenzione di Parigi.
Casi particolari
🇺🇸 Cittadino americano che si sposa in Italia
Se vuoi sposare in Italia un cittadino o una cittadina degli Stati Uniti, il tuo futuro coniuge non dovrà ottenere un documento formalmente chiamato “Nulla Osta”.
La procedura utilizzata in Italia si basa invece su due dichiarazioni distinte, attraverso le quali il cittadino americano dichiara, sotto la propria responsabilità, che non esistono impedimenti al matrimonio secondo la legge dello Stato americano applicabile.
La procedura trova fondamento nella Legge 13 ottobre 1965, n. 1195.
I documenti sono:
- Dichiarazione giurata: viene resa davanti a un funzionario consolare degli Stati Uniti in Italia. Dopo la firma del funzionario consolare deve essere legalizzata presso la Prefettura italiana competente.
- Atto Notorio: viene reso davanti a un’autorità italiana. Può essere ottenuto presso un Consolato italiano negli Stati Uniti oppure davanti a un Tribunale italiano. Non necessita di legalizzazione perché è già un atto italiano.
La differenza principale riguarda quindi l’autorità davanti alla quale viene resa la dichiarazione: americana nel primo caso, italiana nel secondo.
Poiché entrambe le dichiarazioni vengono rese personalmente e sotto responsabilità dell’interessato, normalmente non è necessario presentare certificati di nascita, sentenze di divorzio o altri documenti di stato civile americani, né tradurli o legalizzarli, salvo che l’autorità italiani lo ritenga opportuno per prassi amministrativa o per certezza dello status dell’interessato.
Una volta ottenuti l’Atto Notorio e la dichiarazione giurata legalizzata, i documenti vengono presentati al Comune italiano presso il quale verrà avviato il procedimento per il matrimonio o le preventive pubblicazioni di matrimonio qualora uno dei due nubendi sia residente in Italia a prescindere dalla cittadinanza.
Se invece l’altro futuro coniuge è cittadino italiano residente negli Stati Uniti, la documentazione del cittadino statunitense o di altra nazionalità dovrà presentare la documentazione ai sensi dell’articolo 116 del codice civile presso il Consolato italiano competente per l’area dove il cittadino italiano risiede all’estero.
Per ragioni di opportunità molti consolati Italiani negli USA non richiedono al nubendo statunitense la dichiarazione giurata da rendere presso il consolato statunitense in Italia, in quanto sarebbe estremamente oneroso per l’interessato. Quest’ultimo infatti dovrebbe prima recarsi in Italia per ottenere la dichiarazione giurata, dovrebbe poi rientrare negli usa per presenziare le pubblicazioni presso il consolato Italiano negli USA e poi ritornare in Italia per la celebrazione del matrimonio.
In tale fattispecie infatti, il consolato Italiano negli USA richiede che il nubendo di nazionalità statunitense renda la dichiarazione giurata presso un notaio negli Stati Uniti e che poi questa venga legalizzata con apostille così che possa essere acquisita dal consolato Italiano.
L’atto andrà altresì tradotto e autenticato tramite la procedura chiamata certificazione conformità di traduzione.
Una volta ottenuti e regolarizzati, Nulla Osta e Atto Notorio potete presentarli presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune nel quale verrà celebrato il matrimonio.
🇦🇺 Cittadino australiano che si sposa in Italia
Se vuoi sposare in Italia un cittadino australiano, saranno normalmente necessari due documenti:
- Nulla Osta;
- Atto Notorio.
Il Nulla Osta consiste in una dichiarazione resa davanti a un funzionario consolare australiano presso l’Ambasciata australiana a Roma.
Il documento attesta che non risultano impedimenti al matrimonio e deve essere successivamente legalizzato presso la Prefettura italiana competente.
I Nulla Osta sottoscritti fuori dall’Italia e i semplici Certificates of No Impediment non sono validi per questa specifica procedura.
L’Atto Notorio per uso matrimonio può essere reso presso l’Ambasciata o il Consolato italiano competente in Australia oppure innanzi a un Tribunale italiano.
Se il cittadino australiano è già stato sposato, può essere necessario presentare l’originale del certificato di divorzio oppure del certificato di morte del precedente coniuge.
Una volta ottenuti e regolarizzati, Nulla Osta e Atto Notorio vengono presentati all’Ufficio di Stato Civile del Comune nel quale verrà celebrato il matrimonio.
La procedura trova fondamento nella Legge 27 febbraio 2002, n. 233.
🇭🇺 Cittadino ungherese che si sposa in Italia
Il cittadino ungherese deve ottenere la certificazione ai fini del matrimonio in Italia rilasciata dall’Ambasciata d’Ungheria a Roma oppure dal Consolato Generale a Milano.
Questo certificato sostituisce il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice Civile.
Il modello attualmente utilizzato è in vigore dal 9 aprile 2013 ed è stato accettato dal Ministero dell’Interno italiano con la Circolare n. 11 del 15 maggio 2013.
Il documento non deve essere legalizzato.
L’esenzione deriva sia dalla Convenzione tra Italia e Ungheria del 26 maggio 1977 sia dal Regolamento UE 2016/1191.
Il certificato viene rilasciato direttamente in italiano e quindi non necessita di traduzione.
🇧🇷 Cittadino brasiliano che si sposa in Italia
Il cittadino brasiliano deve ottenere la Declaração para fins de matrimônio, comunemente indicata come Nulla Osta.
Il documento viene rilasciato dalle autorità consolari brasiliane in Italia ed è redatto in italiano con la denominazione Dichiarazione ai fini del matrimonio in Italia.
Sostituisce il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice Civile.
Il modello è stato concordato tra le autorità italiane e l’Ambasciata del Brasile ed è stato comunicato ai Comuni italiani con la Circolare n. 1 dell’8 gennaio 2009.
La dichiarazione indica lo stato civile del cittadino brasiliano sulla base della documentazione presentata al Consolato e contiene le informazioni necessarie a confermare l’assenza di impedimenti al matrimonio.
Poiché il Brasile non fa parte dell’Unione Europea, il Regolamento UE 2016/1191 non è applicabile.
Di conseguenza, la firma del Console brasiliano deve essere legalizzata presso la Prefettura italiana competente.
Il documento è già redatto in italiano e non deve essere tradotto.
🇸🇰 Cittadino slovacco che si sposa in Italia
Il cittadino slovacco deve ottenere la Certificazione ai fini del matrimonio in Italia rilasciata dall’Ambasciata della Repubblica Slovacca a Roma.
Il documento sostituisce il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice Civile.
A seguito della modifica della normativa slovacca sullo stato civile, le rappresentanze consolari slovacche sono diventate competenti per il rilascio di questa certificazione.
Il Ministero dell’Interno italiano, con la Circolare n. 29 del 28 novembre 2011, ha confermato che il modello soddisfa i requisiti previsti dall’articolo 116.
Il certificato contiene normalmente nome, data e luogo di nascita, nomi dei genitori, residenza e stato civile.
Non è necessaria la legalizzazione della firma consolare.
La Slovacchia è infatti uno Stato membro dell’Unione Europea e i documenti consolari rientrano nell’ambito di applicazione del Regolamento UE 2016/1191.
Il certificato viene rilasciato in italiano e quindi non necessita di traduzione.
Nulla Osta rilasciato direttamente nel Paese di origine
La procedura per sposare un cittadino straniero in Italia non è uguale per tutte le nazionalità.
Per alcuni Paesi il documento che dimostra la capacità di contrarre matrimonio deve essere ottenuto direttamente nel Paese di origine, invece che presso il Consolato in Italia.
Vediamo i casi principali.
Paesi aderenti alla Convenzione di Monaco
Se il tuo futuro coniuge è cittadino di Austria, Germania, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svizzera, Turchia o Moldova, la procedura è semplificata grazie alla Convenzione di Monaco del 5 settembre 1980.
Al posto del Nulla Osta viene utilizzato il certificato di capacità matrimoniale, rilasciato dall’autorità di stato civile competente.
Il certificato viene riconosciuto dall’Ufficiale di Stato Civile italiano senza necessità di ulteriore legalizzazione o traduzione.
🇬🇧 Cittadino britannico che si sposa in Italia
Se vuoi sposare in Italia un cittadino britannico, il tuo futuro coniuge deve normalmente ottenere:
- un Certificate of No Impediment (CNI) presso il Register Office competente nel Regno Unito;
- una Statutory Declaration bilingue, resa davanti a un solicitor o notary public.
Il CNI sostituisce il Nulla Osta.
Deve essere munito di Apostille rilasciata dal Foreign, Commonwealth & Development Office (FCDO).
Il CNI deve inoltre essere tradotto in italiano seguendo la procedura prevista per la traduzione per asseverazione davanti a un Tribunale italiano.
🇫🇮 Cittadino finlandese che si sposa in Italia
Il cittadino finlandese deve ottenere il certificato di capacità a contrarre matrimonio davanti a un’autorità straniera (Todistus Suomen lain mukaisesta oikeudesta mennä avioliittoon ulkomaan viranomaisen edessä).
Questo documento sostituisce il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice Civile.
Viene rilasciato dall’autorità di stato civile competente in Finlandia.
Il Ministero dell’Interno italiano ha espressamente riconosciuto questo certificato con la Circolare n. 1 del 17 gennaio 2014.
Il certificato ha validità di quattro mesi dalla data di rilascio.
Non sono richieste Apostille o legalizzazione, grazie al Regolamento UE 2016/1191.
Se il certificato è accompagnato dal modulo standard multilingue previsto dallo stesso Regolamento, non dovrebbe essere richiesta alcuna traduzione.
In alternativa, una traduzione certificata effettuata in Finlandia da un traduttore abilitato secondo la legge finlandese deve essere accettata in Italia.
🇱🇹 Cittadino lituano che si sposa in Italia
Il cittadino lituano deve ottenere il Pažyma apie šeiminę padėtį, cioè il certificato di stato civile che conferma l’assenza di impedimenti al matrimonio.
Il documento sostituisce il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice Civile.
Viene rilasciato dall’Ufficio di Stato Civile competente in Lituania.
La procedura è stata riconosciuta dal Ministero dell’Interno italiano con la Circolare n. 2 del 17 gennaio 2014.
Non sono richieste Apostille o legalizzazione grazie al Regolamento UE 2016/1191.
Se il certificato viene accompagnato dal modulo standard multilingue previsto dal Regolamento, non è necessaria la traduzione.
In alternativa può essere utilizzata una traduzione certificata realizzata in Lituania da un traduttore abilitato.
🇳🇴 Cittadino norvegese che si sposa in Italia
Il cittadino norvegese deve ottenere il Nulla Osta denominato Attest til bruk for ekteskapsinngåelse etter utenlandsk rett.
Il documento viene rilasciato dall’autorità norvegese competente.
Dal 1° ottobre 2004 non viene più rilasciato dai Consolati norvegesi o dall’Ambasciata norvegese in Italia.
La modifica è stata comunicata alle autorità italiane con la Circolare n. 65 del 23 dicembre 2004.
Il certificato ha validità di quattro mesi.
È necessaria l’Apostille prevista dalla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961.
La Norvegia non è infatti uno Stato membro dell’Unione Europea e il Regolamento UE 2016/1191 non è applicabile.
Il documento può essere emesso direttamente in italiano oppure in norvegese con una traduzione giurata effettuata in Norvegia.
🇸🇪 Cittadino svedese che si sposa in Italia
Il cittadino svedese residente in Svezia deve ottenere il Nulla Osta direttamente dall’autorità svedese competente per l’anagrafe e lo stato civile.
Questa procedura ha sostituito il certificato precedentemente rilasciato dalle autorità diplomatiche svedesi in Italia.
Le autorità diplomatiche rimangono invece competenti per i cittadini svedesi residenti in Italia.
La procedura è stata introdotta il 1° gennaio 2010 e comunicata dal Ministero dell’Interno italiano con la Circolare n. 2 del 28 gennaio 2010.
La circolare originariamente prevedeva l’Apostille.
Dal 16 febbraio 2019, tuttavia, il Regolamento UE 2016/1191 esenta i documenti pubblici relativi alla capacità matrimoniale rilasciati da uno Stato membro dell’Unione Europea dalla legalizzazione e dall’Apostille.
Una traduzione certificata effettuata in Svezia da un traduttore qualificato secondo la legge svedese deve essere accettata in Italia.
Se viene utilizzato il modulo standard multilingue previsto dal Regolamento europeo, la traduzione può non essere necessaria.
🇵🇱 Cittadino polacco che si sposa in Italia
Il cittadino polacco deve ottenere il certificato che attesta che, secondo la legge polacca, non esistono impedimenti al matrimonio.
Questo documento sostituisce il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice Civile.
L’autorità competente è normalmente il responsabile dell’Ufficio di Stato Civile (Kierownik Urzędu Stanu Cywilnego) del luogo di residenza dell’interessato in Polonia.
La procedura è stata chiarita dal Ministero dell’Interno italiano con la circolare dell’11 luglio 2005.
Il Console polacco interviene solo in determinate situazioni, ad esempio quando il cittadino non ha mai avuto una residenza in Polonia, non è possibile determinare l’ultima residenza oppure ha lasciato definitivamente il Paese prima dei sedici anni.
Non sono necessarie Apostille o legalizzazione grazie al Regolamento UE 2016/1191.
Una traduzione certificata effettuata in Polonia da un traduttore qualificato deve essere accettata in Italia.
Se viene allegato il modulo standard multilingue previsto dal Regolamento europeo, può non essere richiesta alcuna traduzione.
🇲🇽 Cittadino messicano che si sposa in Italia
Il cittadino messicano deve ottenere un certificato di stato civile rilasciato dal Registro Civile di uno Stato messicano.
Quando non risulta registrato alcun matrimonio, il documento può essere denominato Constancia de Inexistencia de Registro.
Il certificato dimostra che non risultano matrimoni registrati a nome dell’interessato e può sostituire il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice Civile.
Il Ministero dell’Interno italiano, con la Circolare n. 11 del 22 settembre 2015, ha confermato che questi certificati possono essere accettati dagli Ufficiali di Stato Civile italiani.
Il Consolato messicano in Italia non può rilasciare questo documento.
La competenza spetta al Registro Civile dello Stato messicano di nascita o dell’ultima residenza dell’interessato.
Il nome esatto del certificato può cambiare da uno Stato messicano all’altro.
Il documento deve essere munito di Apostille in Messico secondo la Convenzione dell’Aja.
Il Messico non fa parte dell’Unione Europea e quindi non beneficia dell’esenzione prevista dal Regolamento UE 2016/1191.
Il certificato deve inoltre essere tradotto in italiano.
Una traduzione giurata effettuata in Italia permette di evitare possibili dubbi sulla validità di una traduzione eseguita all’estero.
🇸🇲 Cittadino di San Marino che si sposa in Italia
I cittadini della Repubblica di San Marino ottengono il Nulla Osta presso l’Ufficio di Stato Civile sammarinese.
Il documento è esente da legalizzazione.
Può essere richiesta anche la presentazione dell’atto integrale di nascita o del certificato di nascita completo delle relative annotazioni.
🇸🇾 Cittadino siriano che si sposa in Italia
Il cittadino siriano deve ottenere il Nulla Osta presso l’Ambasciata della Repubblica Araba Siriana a Vienna.
Il documento deve successivamente essere legalizzato dal Ministero degli Affari Esteri austriaco e poi dalla rappresentanza diplomatico-consolare italiana competente a Vienna.
Anche la traduzione italiana deve essere legalizzata dal Consolato italiano a Vienna.
Richiedi assistenza legale per ottenere il Nulla Osta
Cosa succede se il mio futuro coniuge non può ottenere il Nulla Osta?
Esistono situazioni nelle quali un cittadino straniero non riesce legalmente a ottenere un Nulla Osta, ad esempio per la normativa del proprio Paese o per impedimenti di carattere politico o religioso.
Un caso particolarmente importante riguarda i cittadini indiani.
In queste situazioni l’ordinamento italiano può offrire una soluzione attraverso un procedimento davanti al Tribunale italiano.
Non si tratta di una scorciatoia.
È un procedimento giudiziario attraverso il quale viene chiesto al Tribunale di verificare se esistono realmente impedimenti al matrimonio.
1. Il Comune deve rifiutare formalmente di procedere
Normalmente non è possibile rivolgersi immediatamente al Tribunale.
Occorre prima chiedere al Comune competente di procedere con il matrimonio.
Se manca il Nulla Osta e l’Ufficiale di Stato Civile ritiene di non poter procedere, deve essere ottenuto un rifiuto formale scritto.
Questo documento è essenziale perché permette di rivolgersi successivamente al Tribunale.
2. Ricorso al Tribunale italiano
Una volta ottenuto il rifiuto del Comune, l’interessato o il suo legale può presentare un ricorso davanti al Tribunale italiano competente.
Non si tratta normalmente di una causa tra due parti contrapposte.
Il giudice deve verificare se il cittadino straniero è effettivamente libero di sposarsi e se esistono impedimenti giuridici al matrimonio.
3. Quali documenti possono essere richiesti
Il Tribunale può chiedere, tra gli altri:
- passaporto o documento di identità;
- documentazione relativa allo stato civile;
- prova che la persona è celibe, nubile, divorziata o vedova;
- eventuali documenti disponibili provenienti dal Paese di origine.
Lo scopo è dimostrare che non esistono impedimenti legali al matrimonio, valutando il caso anche alla luce dei principi dell’ordinamento italiano.
4. Autorizzazione del Tribunale
Se il giudice e il Pubblico Ministero ritengono che non esistano impedimenti al matrimonio, il Tribunale può autorizzare il matrimonio anche in assenza del Nulla Osta.
Quando la situazione personale dell’interessato è chiara e adeguatamente documentata, questo procedimento può consentire di superare il mancato rilascio del Nulla Osta.
5. Il Comune può procedere con il matrimonio
Una volta ottenuto il provvedimento del Tribunale, il precedente rifiuto del Comune viene superato e l’Ufficiale di Stato Civile può procedere con gli adempimenti necessari al matrimonio.
Attenzione ai tempi
Questa procedura può offrire una concreta possibilità di sposarsi civilmente in Italia, ma non è necessariamente veloce.
I tempi dipendono dal Tribunale competente e dal suo calendario.
Per questo motivo è poco adatta a matrimoni organizzati all’ultimo momento o a coppie con scadenze molto ravvicinate.
Se sai già che il tuo futuro coniuge potrebbe avere difficoltà a ottenere il Nulla Osta, è importante iniziare le verifiche con largo anticipo.
Come rendere valido all’estero un matrimonio celebrato in Italia
Dopo il matrimonio civile in Italia può essere necessario utilizzare il certificato di matrimonio nel Paese straniero del coniuge.
Gli adempimenti cambiano a seconda delle convenzioni internazionali applicabili.
Paesi aderenti alla Convenzione di Vienna: niente legalizzazione e niente traduzione
Per i Paesi aderenti alla Convenzione di Vienna dell’8 settembre 1976 può essere richiesto direttamente al Comune italiano l’estratto plurilingue dell’atto di matrimonio.
Si tratta di un modello internazionale redatto in più lingue, tra cui italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo, greco, olandese, portoghese, turco e serbo-croato.
L’articolo 8, paragrafo 2, della Convenzione esenta questo documento dalla legalizzazione.
Poiché il certificato è già plurilingue, normalmente non è necessaria neppure una traduzione.
Tra i Paesi aderenti alla Convenzione di Vienna troviamo:
Austria, Belgio, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Capo Verde, Croazia, Estonia, Francia, Germania, Italia, Lituania, Lussemburgo, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Serbia, Slovenia, Spagna, Svizzera e Turchia.
Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja ma non alla Convenzione di Vienna
Se il Paese nel quale deve essere utilizzato il certificato di matrimonio aderisce alla Convenzione dell’Aja del 5 ottobre 1961, ma non alla Convenzione di Vienna, il certificato italiano deve normalmente essere munito di Apostille presso la Prefettura competente.
Il certificato deve poi essere tradotto.
La traduzione può essere effettuata:
- dal Consolato del Paese straniero in Italia, se offre questo servizio;
- attraverso una traduzione giurata o asseverata davanti a un Tribunale italiano.
Se la traduzione viene asseverata in Tribunale, può essere necessaria una seconda Apostille sulla traduzione stessa, rilasciata dalla Procura della Repubblica competente, perché l’asseverazione diventa un atto dell’autorità giudiziaria italiana.
È il procedimento che viene normalmente utilizzato, ad esempio, per i certificati destinati agli Stati Uniti e può applicarsi anche ad altri Paesi aderenti alla Convenzione dell’Aja che non rientrano nella Convenzione di Vienna.
Paesi che non aderiscono né alla Convenzione di Vienna né alla Convenzione dell’Aja
Quando il Paese nel quale deve essere utilizzato il matrimonio non aderisce a nessuna delle due Convenzioni, il certificato italiano deve normalmente seguire il procedimento di legalizzazione consolare.
In questo caso, invece dell’Apostille, interviene la rappresentanza diplomatica o consolare del Paese straniero in Italia.
Anche per la traduzione le possibilità dipendono dalle regole del Paese interessato e dai servizi offerti dal relativo Consolato.

Sull’autore dell’articolo
Alessandro Pirrò è Founder & Legal Counsel di The Legal Wedding Planner. Già consulente legale presso l’ufficio per l’internazionalizzazione della Pubblica Amministrazione italiana, si occupa di procedure consolari, amministrative e legali relative ai matrimoni internazionali celebrati in Italia.