Una coppia che scende le scale dopo un matrimonio civile al Campidoglio a Roma

Sposare un cittadino marocchino in Italia: documenti, Nulla Osta e procedura

Quando un cittadino italiano vuole sposare una persona di cittadinanza marocchina in Italia, uno dei documenti principali da ottenere è il Nulla Osta al matrimonio del cittadino marocchino.

Il Nulla Osta deve permettere all’Ufficiale dello Stato Civile italiano di verificare che, secondo la legge marocchina, non esistano impedimenti al matrimonio.

Il riferimento, in Italia, è l’articolo 116 del Codice civile, che richiede allo straniero che vuole sposarsi in Italia una dichiarazione dell’autorità competente del proprio Paese dalla quale risulti che nulla osta al matrimonio.

Se il cittadino o la cittadina marocchina risiede in Italia, la documentazione viene normalmente predisposta attraverso il Consolato del Marocco competente per il luogo di residenza.

Una volta ottenuto il documento consolare, è normalmente necessario procedere alla legalizzazione della firma in Prefettura prima di consegnarlo al Comune italiano.

Le Prefetture confermano che gli atti rilasciati in Italia da rappresentanze diplomatiche o consolari straniere devono essere legalizzati dalla Prefettura, salvo specifiche esenzioni previste da convenzioni internazionali.

Il Marocco non figura tra gli Stati esentati dalla legalizzazione consolare nelle liste pubblicate dalle Prefetture italiane. 

In termini semplici, il percorso è normalmente questo:

documenti marocchini sullo stato civile → Consolato marocchino → Nulla Osta al matrimonio → legalizzazione in Prefettura → Comune italiano

Che cos’è il Nulla Osta marocchino al matrimonio?

Il Nulla Osta è il documento necessario affinché il cittadino marocchino possa dimostrare davanti all’Ufficiale dello Stato Civile italiano di avere la capacità di contrarre matrimonio secondo la propria legge nazionale.

Non serve quindi soltanto a dimostrare che la persona sia celibe, nubile, divorziata o vedova.

L’articolo 116 del Codice civile richiede infatti una dichiarazione dell’autorità competente dello Stato di cittadinanza dalla quale risulti che non esistono impedimenti al matrimonio.

Per questo motivo è importante distinguere il Nulla Osta da altri documenti marocchini che possono essere necessari per ottenerlo, come:

  • il certificato di celibato o nubilato;
  • il certificato di non nuovo matrimonio;
  • l’atto di divorzio;
  • il certificato di vedovanza;
  • il Certificat de coutume.

Questi documenti possono servire al Consolato per ricostruire la situazione personale del cittadino marocchino, ma non devono essere automaticamente considerati equivalenti al Nulla Osta richiesto dal Comune italiano.

Dove si richiede il Nulla Osta marocchino?

Se la persona di cittadinanza marocchina risiede in Italia, deve normalmente rivolgersi alla rappresentanza consolare marocchina competente per il proprio luogo di residenza.

La competenza non dipende dal luogo in cui verrà celebrato il matrimonio, ma dalla circoscrizione consolare nella quale risiede il cittadino marocchino.

Il sistema marocchino degli appuntamenti consolari è infatti organizzato sulla base del Consolato o dell’Ambasciata competente per il luogo di residenza del beneficiario.

Per individuare il Consolato competente è possibile consultare la rete consolare ufficiale del Regno del Marocco in Italia, pubblicata dal Ministero degli Affari Esteri marocchino.

La guida ufficiale del Ministero marocchino precisa che, dopo l’invio della richiesta, questa viene trasmessa ai servizi consolari marocchini dai quali dipende il luogo di residenza dell’interessato. 

Come prendere appuntamento al Consolato marocchino

La richiesta di appuntamento viene gestita attraverso il portale ufficiale dei servizi consolari del Regno del Marocco.

Dal portale è possibile accedere ai servizi consolari, presentare la richiesta di appuntamento e caricare preventivamente la documentazione richiesta dal Consolato.

Il Ministero marocchino mette inoltre a disposizione una guida ufficiale alla richiesta di appuntamento consolare, che illustra la procedura di registrazione, l’invio dei documenti e la prenotazione dell’appuntamento.

Dopo l’accesso all’area personale bisogna:

  1. selezionare “Nuova domanda”;
  2. indicare il beneficiario della prestazione;
  3. controllare i dati personali e la residenza;
  4. selezionare il servizio consolare necessario;
  5. caricare le copie digitali dei documenti richiesti;
  6. convalidare e inviare la domanda al Consolato;
  7. attendere l’esame preliminare della documentazione;
  8. fornire eventuali integrazioni richieste dal Consolato;
  9. scegliere data e ora dell’appuntamento quando il calendario viene reso disponibile;
  10. presentarsi personalmente in Consolato con la conferma dell’appuntamento, gli originali e le copie dei documenti.

La guida consolare marocchina specifica che alcuni documenti devono obbligatoriamente essere caricati in formato digitale prima dell’appuntamento.

Il Consolato può inoltre chiedere documenti o informazioni supplementari prima di mettere a disposizione il calendario. Il giorno dell’appuntamento devono essere portati gli originali e una fotocopia di tutti i documenti richiesti, e la presenza dell’interessato è obbligatoria. 

Quali documenti servono per ottenere il Nulla Osta marocchino?

La documentazione varia in base alla situazione personale del cittadino o della cittadina marocchina.

Occorre innanzitutto verificare se la persona:

  • non è mai stata sposata;
  • è divorziata;
  • è vedova.

Gli atti marocchini utilizzati per documentare la capacità matrimoniale comprendono normalmente l’atto integrale di nascita, la documentazione relativa allo stato libero, il documento d’identità marocchino e, quando necessario, gli atti relativi a un precedente matrimonio.

A seconda dello stato civile della persona marocchina possono quindi essere necessari documenti diversi. Anche la documentazione pubblicata dal Consolato Generale d’Italia a Casablanca distingue, tra gli altri, l’acte intégral de naissance, il certificat de célibat, l’acte de divorce e l’attestation de non-remariage. 

Documenti che occorrono se il cittadino marocchino non è mai stato sposato

Se la persona marocchina non ha mai contratto matrimonio, il Consolato deve essere in grado di accertarne lo stato libero.

Tra i documenti normalmente rilevanti rientrano:

  • CNIE, la carta nazionale d’identità marocchina;
  • passaporto marocchino;
  • iscrizione o posizione consolare;
  • copia integrale dell’atto di nascita;
  • certificazione relativa allo stato libero;
  • eventuali dichiarazioni richieste dal Consolato per accertare la situazione matrimoniale.

L’attestazione marocchina relativa allo stato libero viene normalmente indicata con l’espressione francese Attestation de célibat o certificat de célibat.

Il certificato di celibato, tuttavia, non deve essere confuso con il Nulla Osta.

Certificato di celibato e Nulla Osta marocchino sono la stessa cosa?

No.

Il certificato di celibato serve a documentare che una persona non risulta attualmente sposata.

Il Nulla Osta al matrimonio, invece, deve consentire di verificare che secondo la legge nazionale della persona straniera non esistano impedimenti alla celebrazione del matrimonio.

Si tratta quindi di due funzioni differenti.

Il certificato di celibato può costituire uno dei documenti sulla base dei quali l’autorità marocchina verifica la capacità matrimoniale, ma non sostituisce automaticamente la dichiarazione richiesta dall’articolo 116 del Codice civile italiano.

Documenti se il cittadino marocchino è divorziato

Se il cittadino o la cittadina marocchina ha già contratto un precedente matrimonio, occorre dimostrare che quel matrimonio sia stato definitivamente sciolto.

Saranno quindi normalmente rilevanti:

  • CNIE o passaporto;
  • atto integrale di nascita;
  • atto o sentenza di divorzio;
  • documentazione attestante la definitività del divorzio;
  • documentazione relativa allo stato civile attuale;
  • eventuale Attestation de non-remariage.

L’Attestation de non-remariage serve a documentare che, dopo il divorzio, la persona non abbia contratto un nuovo matrimonio.

Le autorità italiane in Marocco indicano espressamente, per il cittadino marocchino divorziato, sia l’acte de divorce sia l’attestation de non-remariage tra i documenti utilizzati per dimostrare la situazione matrimoniale. 

Quando il precedente matrimonio o il divorzio sono avvenuti in uno Stato diverso dal Marocco, è opportuno verificare preventivamente che la nuova situazione matrimoniale risulti correttamente riconosciuta anche ai fini del diritto marocchino.

Documenti se il cittadino marocchino è vedovo

Quando il precedente matrimonio è terminato a causa della morte del coniuge, sarà necessario documentare lo stato di vedovanza.

Saranno normalmente rilevanti:

  • documento d’identità marocchino;
  • atto integrale di nascita;
  • documentazione relativa al precedente matrimonio;
  • certificato di morte del precedente coniuge;
  • eventuali ulteriori attestazioni richieste dall’autorità consolare.

Anche in questo caso l’obiettivo è permettere all’autorità marocchina di ricostruire lo stato civile attuale della persona prima del rilascio della documentazione necessaria al matrimonio.

Che cos’è il Certificat de coutume marocchino?

Nel corso della procedura può comparire anche il Certificat de coutume pour mariage.

Il Certificat de coutume è un documento relativo alla normativa marocchina applicabile al matrimonio.

È importante però non utilizzare automaticamente le espressioni Certificat de coutume e Nulla Osta come se indicassero lo stesso documento.

Il Nulla Osta richiesto in Italia deve avere un contenuto idoneo a soddisfare l’articolo 116 del Codice civile, cioè deve consentire di stabilire che non esistono impedimenti al matrimonio secondo la legge nazionale del cittadino marocchino.

Il nome utilizzato dal Consolato non è quindi l’unico elemento da controllare. Occorre verificare soprattutto il contenuto effettivo del documento.

Cosa deve contenere il Nulla Osta marocchino?

Prima di consegnare il Nulla Osta al Comune italiano è opportuno controllare attentamente che i dati siano corretti.

In particolare devono essere verificati:

  • nome e cognome;
  • luogo e data di nascita;
  • cittadinanza;
  • stato civile;
  • eventuali dati dell’altro futuro coniuge;
  • autorità che ha rilasciato il documento;
  • firma del funzionario consolare;
  • dichiarazione relativa all’assenza di impedimenti al matrimonio.

Eventuali differenze di trascrizione del nome, del cognome o del luogo di nascita tra il passaporto, la CNIE e gli atti marocchini possono richiedere chiarimenti prima che il Comune accetti il documento.

Il Nulla Osta marocchino deve essere legalizzato?

Quando il Nulla Osta viene rilasciato da un Consolato marocchino presente in Italia, la firma del funzionario consolare deve normalmente essere legalizzata dalla Prefettura.

L’articolo 33, comma 4, del D.P.R. 445/2000 attribuisce infatti alla Prefettura la legalizzazione delle firme sugli atti e documenti rilasciati da rappresentanze diplomatiche o consolari straniere presenti in Italia e destinati ad essere utilizzati in Italia. 

La procedura è quindi normalmente:

Consolato del Marocco → Nulla Osta → Prefettura → Comune

È utile verificare preventivamente quale Prefettura abbia depositato lo specimen della firma del funzionario consolare che ha sottoscritto il documento.

Il Nulla Osta marocchino richiede l’Apostille?

Occorre distinguere due situazioni.

Se il documento viene rilasciato dal Consolato marocchino in Italia, si procede normalmente alla legalizzazione della firma consolare presso la Prefettura italiana.

Se invece un documento pubblico viene rilasciato direttamente da un’autorità in Marocco, la procedura è diversa e può essere utilizzata l’Apostille.

Non bisogna quindi confondere:

atto del Consolato marocchino in Italia → legalizzazione della firma in Prefettura

con

atto rilasciato in Marocco → Apostille marocchina, quando prevista

I documenti marocchini rilasciati in Marocco devono essere apostillati?

Il Marocco utilizza l’Apostille per i propri documenti pubblici destinati agli Stati aderenti alla Convenzione dell’Aja.

Anche il Consolato Generale d’Italia a Casablanca indica l’Apostille per i documenti marocchini da utilizzare nell’ambito delle procedure matrimoniali con l’Italia. 

La necessità dell’Apostille deve però essere valutata sul singolo documento.

Non bisogna applicare l’Apostille marocchina al Nulla Osta rilasciato da un Consolato del Marocco in Italia, perché in quella situazione il passaggio normalmente rilevante è la legalizzazione della firma consolare presso la Prefettura italiana.

I documenti devono essere tradotti in italiano?

Dipende dalla lingua e dalla forma del documento.

I documenti pubblici marocchini formati in Marocco e destinati alle autorità italiane devono normalmente essere accompagnati da una traduzione idonea all’utilizzo in Italia, salvo particolari forme o attestazioni che rendano superfluo questo passaggio.

Per il Nulla Osta rilasciato direttamente dal Consolato marocchino in Italia è invece necessario verificare in quale lingua sia stato formato e ciò che richiede l’Ufficiale dello Stato Civile competente.

Prima di effettuare una traduzione è quindi preferibile controllare il documento effettivamente rilasciato.

Cosa deve fare il partner italiano?

Il cittadino italiano segue la normale procedura italiana relativa al matrimonio.

Se è residente in Italia, saranno normalmente necessarie le pubblicazioni di matrimonio presso il Comune competente.

La parte che richiede una verifica particolare è quella relativa al partner marocchino, perché il Comune dovrà ricevere e controllare il Nulla Osta e gli eventuali documenti collegati.

L’Ufficiale dello Stato Civile verificherà quindi la posizione di entrambi i futuri coniugi prima di procedere con le pubblicazioni e con la successiva celebrazione.

Dove si fanno le pubblicazioni di matrimonio?

Quando uno dei futuri coniugi è cittadino italiano residente in Italia, le pubblicazioni vengono normalmente richieste al suo Comune di residenza.

Se i due futuri sposi risiedono in Comuni diversi, gli Uffici di Stato Civile interessati provvedono agli adempimenti previsti dalla normativa italiana.

È preferibile che il Nulla Osta marocchino sia già disponibile, legalizzato quando necessario e verificato dal Comune prima di considerare completata la documentazione per il matrimonio.

Il cittadino marocchino deve essere residente in Italia?

No.

Una persona di cittadinanza marocchina può sposarsi in Italia anche se risiede in Marocco o in un altro Paese.

In quel caso, però, bisogna verificare quale autorità marocchina sia competente a rilasciare la documentazione matrimoniale.

Il sistema marocchino degli appuntamenti consolari distingue infatti tra marocchini residenti all’estero e marocchini di passaggio, e le prestazioni disponibili dipendono dai dati indicati nella scheda del beneficiario. 

Non bisogna quindi presumere che un cittadino marocchino residente in Marocco possa semplicemente rivolgersi a qualsiasi Consolato marocchino in Italia.

Se il cittadino marocchino vive in Marocco, può ottenere i documenti direttamente in Marocco?

Sì, parte della documentazione relativa allo stato civile può naturalmente provenire direttamente dal Marocco.

Occorre però distinguere tra i documenti utilizzati per dimostrare lo stato civile e il documento necessario al Comune italiano ai sensi dell’articolo 116 del Codice civile.

Un atto integrale di nascita, un certificato di celibato o una sentenza di divorzio non diventano automaticamente un Nulla Osta.

Bisogna quindi verificare quale autorità possa rilasciare una dichiarazione idonea per l’utilizzo in Italia e quale forma di legalizzazione o Apostille debba essere applicata.

Cambia qualcosa se è una cittadina marocchina a sposare un cittadino italiano?

Sì, in alcune situazioni.

La normativa marocchina prevede specifici impedimenti matrimoniali collegati alla religione.

Il Codice marocchino della famiglia considera infatti impedimento temporaneo il matrimonio di una donna musulmana con un uomo non musulmano.

La normativa marocchina distingue questa situazione da quella dell’uomo musulmano, per il quale è ammesso il matrimonio con una donna appartenente alle cosiddette “Genti del Libro”. Il Ministero marocchino competente continua a riportare espressamente questa disciplina nelle proprie informazioni ufficiali sul matrimonio. 

Questo elemento può avere conseguenze concrete sul rilascio del Nulla Osta.

Una cittadina marocchina musulmana può sposare un italiano non musulmano in Italia?

Il fatto che il matrimonio debba essere celebrato in Italia non elimina automaticamente il problema relativo alla documentazione marocchina.

Se la futura sposa è cittadina marocchina musulmana e il futuro marito italiano non è musulmano, l’autorità marocchina può considerare esistente un impedimento previsto dalla propria legge nazionale. 

Ciò può incidere sulla possibilità di ottenere il Nulla Osta consolare.

Un eventuale rifiuto del Nulla Osta, tuttavia, apre una questione diversa: bisogna valutare se e in quale misura l’impedimento previsto dalla legge straniera possa produrre effetti nell’ordinamento italiano, anche alla luce dei principi fondamentali dell’ordinamento e delle norme italiane di diritto internazionale privato.

Non è quindi corretto concludere automaticamente che il matrimonio in Italia sia impossibile soltanto perché il Consolato marocchino non rilascia il Nulla Osta.

Si tratta però di una situazione che richiede un esame giuridico specifico.

E se è un cittadino marocchino musulmano a sposare una cittadina italiana?

La situazione non è necessariamente identica.

Il diritto marocchino ammette il matrimonio dell’uomo musulmano con una donna non musulmana appartenente alle cosiddette “Genti del Libro”. 

Anche in questo caso, però, la concreta documentazione richiesta dal Consolato deve essere verificata sulla base della situazione personale dei futuri coniugi.

La cittadinanza italiana dell’altra persona non è, da sola, sufficiente per stabilire quali attestazioni saranno richieste.

Quanto tempo occorre per ottenere il Nulla Osta marocchino?

Non esiste un termine unico valido per tutti i casi.

La durata dipende da diversi elementi:

  • Consolato competente;
  • disponibilità degli appuntamenti;
  • completezza della documentazione;
  • necessità di recuperare documenti in Marocco;
  • precedente matrimonio;
  • divorzio;
  • eventuali differenze anagrafiche;
  • richieste integrative del Consolato;
  • tempi della successiva legalizzazione in Prefettura.

Il sistema marocchino prevede inoltre una verifica preliminare della richiesta: dopo l’invio dei documenti il Consolato può chiedere integrazioni prima di consentire la scelta dell’appuntamento. 

È quindi preferibile non calcolare i tempi sulla sola disponibilità mostrata dal calendario.

Quanto dura il Nulla Osta marocchino?

La validità deve essere verificata sul documento effettivamente rilasciato e in relazione alla procedura seguita dal Comune.

Per alcuni documenti matrimoniali collegati al Marocco viene utilizzato un termine di sei mesi. Anche le informazioni pubblicate dal Consolato Generale d’Italia a Casablanca fanno riferimento a documenti di capacità matrimoniale e documenti di stato civile rilasciati da non oltre sei mesi. 

È comunque preferibile non richiedere il Nulla Osta con eccessivo anticipo senza aver prima coordinato le tempistiche con il Comune italiano.

Il Comune può rifiutare un Nulla Osta marocchino?

L’Ufficiale dello Stato Civile italiano deve verificare che il documento presentato sia effettivamente idoneo ai fini dell’articolo 116 del Codice civile.

Possono quindi essere controllati:

  • l’autorità che ha emesso il documento;
  • il contenuto del Nulla Osta;
  • i dati anagrafici;
  • lo stato civile;
  • la firma del funzionario;
  • la legalizzazione;
  • l’eventuale traduzione;
  • la presenza di impedimenti al matrimonio.

Per questo motivo non basta che un documento abbia genericamente un titolo relativo al matrimonio.

Ciò che conta è il suo contenuto giuridico.

Cosa succede dopo il Nulla Osta?

Dopo avere ottenuto il Nulla Osta e completato la legalizzazione necessaria, il documento viene presentato all’Ufficiale dello Stato Civile italiano.

Da questo momento prosegue il procedimento matrimoniale italiano.

A seconda della situazione dei futuri sposi, possono essere necessari:

  • pubblicazioni di matrimonio;
  • verifica dei documenti;
  • dichiarazioni degli sposi;
  • eventuale interprete;
  • scelta del regime patrimoniale;
  • fissazione della celebrazione civile.

La procedura concreta dipende dalla residenza dei futuri sposi e dal Comune competente.

Domande frequenti sul Nulla Osta marocchino

Quali documenti servono per sposare un marocchino in Italia?

La persona di cittadinanza marocchina deve normalmente ottenere la documentazione necessaria a dimostrare la propria capacità matrimoniale e il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice civile. I documenti dipendono dal fatto che sia celibe o nubile, divorziata oppure vedova.

Quali documenti servono per sposare una marocchina in Italia?

La procedura di base è la stessa: la cittadina marocchina deve presentare un Nulla Osta che permetta di verificare l’assenza di impedimenti secondo la propria legge nazionale. Quando la futura sposa è musulmana e il futuro marito italiano non è musulmano può però sorgere uno specifico problema legato agli impedimenti previsti dal diritto marocchino.

Dove si richiede il Nulla Osta marocchino?

Se la persona marocchina risiede in Italia, la richiesta viene normalmente gestita attraverso il Consolato del Marocco competente per il luogo di residenza.

Il Nulla Osta marocchino si richiede online?

La domanda di appuntamento e il caricamento preliminare dei documenti avvengono online attraverso il sistema consolare marocchino. Dopo l’esame della richiesta, il Consolato mette a disposizione l’appuntamento. La presenza personale dell’interessato in Consolato è normalmente richiesta. 

Basta il certificato di celibato per sposarsi in Italia?

No. Il certificato di celibato documenta lo stato civile, mentre l’articolo 116 del Codice civile richiede una dichiarazione dell’autorità competente dalla quale risulti che non esistano impedimenti al matrimonio.

Certificat de coutume e Nulla Osta sono la stessa cosa?

Non devono essere considerati automaticamente la stessa cosa. Il Certificat de coutume riguarda la normativa nazionale applicabile al matrimonio. Ai fini italiani è necessario verificare che la documentazione rilasciata contenga quanto richiesto dall’articolo 116 del Codice civile.

Il Nulla Osta marocchino deve essere legalizzato in Prefettura?

Se è rilasciato da una rappresentanza consolare marocchina presente in Italia, la firma deve normalmente essere legalizzata dalla Prefettura, salvo una specifica esenzione prevista dalla legge o da una convenzione internazionale. 

Serve l’Apostille sul Nulla Osta marocchino?

Non normalmente se il Nulla Osta è stato formato da un Consolato marocchino in Italia. In quel caso la procedura normalmente rilevante è la legalizzazione della firma presso la Prefettura. Per i documenti pubblici rilasciati direttamente in Marocco può invece essere necessaria l’Apostille.

Il Nulla Osta marocchino deve essere tradotto?

Dipende dalla lingua e dalla forma in cui viene rilasciato. La necessità della traduzione deve essere verificata sul documento concreto e con il Comune che lo riceverà.

Il cittadino marocchino deve tornare in Marocco?

Non necessariamente. Se risiede in Italia, la procedura consolare può normalmente essere svolta presso il Consolato marocchino competente. Può tuttavia essere necessario recuperare in Marocco determinati atti di stato civile.

Un cittadino marocchino residente in Marocco può sposarsi in Italia?

Sì. Occorre però verificare quale autorità marocchina sia competente a rilasciare la documentazione necessaria e come questa debba essere apostillata, legalizzata e tradotta per essere utilizzata presso il Comune italiano.

Una marocchina musulmana può sposare un italiano non musulmano?

Il diritto marocchino considera il matrimonio della donna musulmana con un uomo non musulmano un impedimento matrimoniale. Ciò può incidere sul rilascio del Nulla Osta. L’eventuale rifiuto consolare deve però essere esaminato separatamente alla luce del diritto italiano e non comporta automaticamente l’impossibilità di celebrare il matrimonio in Italia. 

Un marocchino musulmano può sposare una cittadina italiana?

Il diritto marocchino ammette il matrimonio dell’uomo musulmano con una donna appartenente alle cosiddette “Genti del Libro”. La concreta documentazione richiesta deve comunque essere verificata con l’autorità marocchina competente. 

La persona italiana deve ottenere un Nulla Osta?

No. Il Nulla Osta previsto dall’articolo 116 del Codice civile riguarda il futuro coniuge straniero. La persona di cittadinanza italiana segue gli adempimenti previsti dall’ordinamento italiano.

Dopo il matrimonio bisogna fare qualcosa anche con il Marocco?

Il matrimonio celebrato all’estero può avere rilievo anche ai fini dello stato civile marocchino. Il diritto marocchino prevede specifiche modalità per il deposito e la registrazione dei matrimoni celebrati all’estero dai cittadini marocchini presso i servizi consolari o le autorità marocchine competenti. 


Assistenza per la documentazione matrimoniale tra Italia e Marocco

Le verifiche necessarie dipendono dalla residenza della persona marocchina, dal suo stato civile, dal Consolato competente, dagli eventuali precedenti matrimoni e dal Comune italiano presso il quale devono essere svolti gli adempimenti.

Nei casi più semplici il procedimento consiste nell’ottenimento della documentazione consolare, nella legalizzazione e nella successiva presentazione al Comune. In presenza di divorzi, documenti formati in Stati diversi, impedimenti previsti dalla legge marocchina o rifiuti consolari, è invece necessario valutare separatamente la situazione giuridica.

Alessandro Pirrò- Legal consultant at the The Legal Wedding Planner

Sull’autore dell’articolo
Alessandro Pirrò è stato consulente legale per il Governo italiano nell’ambito dell’internazionalizzazione ed è esperto di affari consolari, diritto di famiglia e immigrazione. Ha maturato esperienza anche presso importanti studi legali a Roma e assiste cittadini italiani e stranieri nelle procedure consolari, amministrative e legali relative ai matrimoni internazionali celebrati in Italia.

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